Abbiamo integrato gli scritti di Gime sulle diverse tappe del viaggio con la versione in italiano. La trovate immediatamente dopo il testo in spagnolo.
Non siate pigri e commentate.
by by
Posted in India on 08/09/2010| Leave a Comment »
Abbiamo integrato gli scritti di Gime sulle diverse tappe del viaggio con la versione in italiano. La trovate immediatamente dopo il testo in spagnolo.
Non siate pigri e commentate.
by by
Posted in India on 07/09/2010| Leave a Comment »
Para ver las fotos entrad a esta/Per vedere le foto utilizzate questa pagina.
LLegamos a Jaissalmer por la noche donde Davide coloco su CD de CHELOOOOOOOO CHELOOO !!!!(dejenme en paz) a los indios que te esperan en las estaciones para ofrecerte todo tipo de cosas, desde excursiones hasta comida. Nos dirigimos a un hostel que no estaba nada mal y Davide feliz y sin entender el porque escogio la habitacion con dos ventiladores de techo!! Estabamos exhaustos y famelicos asi es que fuimos a cenar a una terraza donde se comio extraordinariamente bien y se aprecio el panorama al fuerte. Y acto seguido fue ir a descansar.
A las 8 de la manana nos levantamos y fuimos a esplorar la nueva ciudad. Jaissalmer es una ciudad tipica del desierto, con sus casitas doradas, de varios pisos, donde la gente vive en las plantas inferiores para hacer mas llevadero el calor, mantiene cierto orden y es mucho mas limpia que las anteriores ciudades visitadas.Visitamos havelis y recorrimos la ciudad, compramos regalos, y tipo 12hs ingresamos en el restaurante-bar indiano dirigido por Aku, al cual le cogimos un gran carino, es que el calor del desierto es insoportable, azotaba el cuerpo y obnubilaba la mente, nos quedamos hasta las 17 hs ahi dentro, hidratandonos y disfrutando de la compania de turistas que, como nosotros cuatro, huia del calor agobiante . Regresamos al hostel y Davide empezo a enteder porque habian 2 ventiladores de techo: Es que nuestra habitacion se encontraba en la azotea… el horno estaba a mas de 200 grados!! Y como vosotros sabreis en el desierto suceden cortes de electricidad y agua… Davide esta noche no durmio… es que el calor acumulado en la habitacion era superior al esfuerzo de los 2 ventiladorcitos que se agitaban el el techo de vez en cuando (cuando habia electricidad). En Jaissalmer funcionamos asi al 5% . Encontramos una compania que realizaba excursiones al desierto y nos embarcamos en ella al dia siguiente(como todos sabemos en el desierto por la noche hace friioooo, y eso nos venia genial). A las 15 hs estabamos los 4, en un jeep que nos trasladaba a las profundidades del desierto del Thar ( limite natural entre el Nordoeste de India y Pakistan). Nos bebimos en una choza un chai (colgamos las fotos de las condiciones en las cuales se preparaba esta preciada bebida) y de improviso, como un espejismo, aparecieron ellos… tan exultantes y soberbios, tan elegantes con esas patas estilizadas , indiferentes a nuestras miradas curiosas. Los camellos!!!
La compania estaba formada por nosotros 4, una pareja suizo-inglesa, y 2 indios que serian nuestras guias en el desierto. Partimos rumbo a las dunas en camello, que al inicio fue una experiencia unica, a las 2 horas seguia siendo una experiencia unica, no obstante padeciera hormigueo bilateral en ambas extremidades inferiores, todo ello consecuencia de la gran circunferencia del camello y mi poco, comprensibile entrenamiento. Encremados de pies a cabezas y cubiertos del mismo modo disfrutamos el paseo en camello llegando al atardecer a las dunas… Es maravilloso ver la conjuncion de dunas, sol, silencio, cielo y tierra… momento que no olvidare jamas y perdurara dentro de mis gratos momentos de armonia y felicidad!!! Cenamos thalis, cantamos y bailamos durante la noche, preparamos nuestros sacos de dormir,y a dormir… Desmiento un mito, en el desierto hace calor de noche, calor y humedad (que la note cuando se me pegaba la arena sobre mi sudor y protector solar), es razonable no? Es verano y en verano hace CALORRR.
Vimos el amanecer, desayunamos y regresamos ( para consuelo de mi hemicuerpo inferior a camello). Bueno, ya en Jaissalmer terminamos de realizar compras varias , esto lleva tiempo 4 horas de negociacion, con roles predeterminados, etc…etc , etc y por la noche partimos , esta vez dejando atras a nuestros grandes amigos alemanes hacia Udaipur.
——
Siamo arrivati a Jaisalmer di notte, ovviamente senza aver prenotato l’hotel. Davide appena sceso dal pullman, ha azionato il suo CD di CHELOOO CHELOOO ( lasciatemi in pace) per rivolgersi ai numerosissimi indiani che attendono come avvoltoi l’arrivo dei pullman e treni da cui scenderanno i turisti per offrirgli, contemporaneamente ed in stereo, hotel, stanze, cene, ristoranti, escursioni….Ci siamo diretti ad un hostel che non era male e Davide felice e senza capire perché ha scelto la stanza con due ventilatori dal tetto. Eravamo stanchi morti ( dopo 5 ore di viaggio per fare 300 km) ed affamati, sicché siamo andati a mangiare in un ristorante dove abbiamo mangiato da dio e con una terrazza da cui abbiamo potuto apprezzare la vista del forte. Immediatamente dopo, tutti a nanna!
Alle 8 del mattino ci siamo alzati per esplorare la nuova città. Jaisalmer è una tipica città del deserto, con le sue case dorate, di pochi piani, dove la gente vive in quelli inferiori per poter sopportare maggiormente il calore, mantiene un certo ordine ed è molto più pulita che le città precedentemente visitate. Visitiamo le haveli e passeggiamo per le stradine della città, compriamo regali ( negoziando con i venditori) e verso le 12 entriamo nel bar-ristorante-guesthouse indiano gestito da Aku, a cui ci affezioneremo. Il fatto è che il calore del deserto è insopportabile fiacca il corpo e offusca la mente. Vi rimarremo fino 17, idratandoci e godendo della compagnia di altri turisti che, come noi 4, fuggiva dal calore ustionante!Di ritorno all’hotel iniziamo a comprendere il perché dei due ventilatori in stanza: la stanza si trovava immediatamente sotto il terrazzo ed il “forno” si trovava, più o meno, a 200°C. Dovete sapere che nel deserto ci sono interruzioni di corrente e di somministrazione dell’acqua…..Davide quella notte non ha praticamente dormito…il calore accumulato dal terrazzo durante il giorno era ben superiore allo sforzo fatto dai due ventilatori che ogni tanto ( quando c’era corrente) si agitavano. A Jaisalmer abbiamo funzionato si e no al 5%! Abbiamo trovato una agenzia che realizzava escursioni nel deserto e ci siamo imbarcati senza esitazione il giorno successivo ( anche perché nel deserto di notte fa freddo…e ciò era perfetto). Alle 15, tutti e 4 eravamo in una jeep che ci trasportava nelle profondità del deserto dei Tartari ( limite naturale tra Pakistan, a 40 km, ed India). In una capanna abbiamo bevuto chai ( potete vedere le foto della preparazione) e all’improvviso, come una allucinazione, sono apparsi loro…esultanti e presuntuosi, eleganti con le loro gambe stilizzate, indifferenti ai nostri sguardi curiosi…i Cammelli!!! La compagnia era formata da noi 4, una coppia svizzero-tedesca di fighetti e due giovani indiani che erano le nostgre guide. Siamo subiitoi partiti in direzione delle dune: all’inizio l’esperienza è stata unica, dopo 2 ore continuava ad essere unica, seppur iniziassi a sentire le gambe addormentate e la schiena dolente, conseguenza della gran circonferenza del cammello e del mio scarso allenamento. Colmi di crema solare dalla testa ai piedi e riparati da cappelli e sciarpe ci siamo goduti la passeggiata a cammello, arrivando alle dune giusto in tempo per il tramonto…era meraviglioso vedere l’unione di dune, sole, silenzio, cielo e terra…un momento che non potrò mai dimenticare e che conserverò insieme agli altri momenti di armonia e felicità!!!! Abbiamo cenato a base di thalis, cantando e ballando durante tutta la notte, per poi preparare il nostro letto fatto di tele e coperte pesanti, lasciandoci infine coccolare dalle stelle e dalla luna calante. Smentisco il mito sulla notte nel deserto, fa caldo ed è umido (me ne sono accorta perché la sabbia si appiccicava sulla mia pelle sudata e piena di crema solare)…in fin dei conti ci sta, è estate e d’estate fa CALDOOO!!! Abbiamo visto l’alba, abbiamo fatto colazione e siam tornati ( per la felicità della parte inferiore del mio corpo) a cammello. Una volta ritornati a Jaisalmer, dopo una congrua doccia, abbiamo fatto ulteriori acquisti ( la qual cosa richiede il suo tempo, 4 ore di negoziazione, con ruoli predeterminati tipo il buono, il cattivo, il mediatore ecc…) e la notte siamo ripartiti per Udaipur, questa volta, però, lasciandoci alle spalle i nostri amici tedeschi.
Posted in India on 07/09/2010| Leave a Comment »
Para ver las fotos entrad a esta/se volete vedere le foto utilizzate questa pagina.
Hemos cogido un autobus desde Pushkar a Jodphur. Eramos cuatro asi que esa frase de que “la union hace la fuerza” se hizo presente en el momento que tuvimos que subir al autobus… Eramos 4,como he dicho anteriormente ademas de sumarse nuestro poco anorado amigo monzon. Un gran obstaculo separaba el autobus de nosotros: muchedumbre aglomerada, vacas, bestias que parecian vacas, nenes, mujeres, ancianos, y mas vacas… todos dispuestos de tal modo que asemejaban ballas de atletismo. El llegar a la puerta del autobus era una utopia… vosotros os preguntareis el porque de tanta congestion? Porque el billete se realizaba dentro del autobus!! Asi es que senores aqui la cortesia y los buenos modales no existen y menos si teniamos que subir los 4!!! A luchar!! Saque mi mejor toma de karate kid y consegui subir al bus y lo exprese con un gritoo de sapucaiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii donde todos quedaron sorprendidos. Despues de un viaje interminable, entre ancianos que vomitan y otros que fuman, con el autobus repleto de personas viajando paradas en los pasillos, gente sentada en el techo, hombres que no sabias cuando caerian del bus porque iban con mitad del cuerpo hacia fuera y gritos procedentes del exterior tipo: chaiiiiiiiiii, waters!!!! Bim!, pum y pam!!! llegamos a Jodphur practicamente de noche y sin hotel reservado. Por suerte la guia marcaba uno muy cercano y alli nos dirigimos para descansar y cenar algo. Al dia siguiente emprendimos una larga caminata hacia la Fortaleza de Jodphur, tambien llamada “la ciudad azul” por sus edificaciones coloreadas de azul-celeste. Ciudad netamente musulmana, pestilente, masificada y calurosa. Espero haber sido grafica. No nos gusto demasiado, y como Billi estaba con disenteria decidimos comer en una terraza y que ella reposase un poco para luego marcharnos a Jaissalmer por la tarde.
—–
Abbiamo preso un autobus locale per andare da Pushkar a Jodhpur. Eravamo in quattro e quando si è trattato di salire sull’autobus, il motto “l’unione fa la forza”si è dimostrato del tutto vero!! Dimenticavo, eravamo quattro quando ad un certo pèunto si è aggiunto il nostro amico monsone…Un grande ostacolo ci separava dall’autobus: una moltitudine di gente agglomerata, mucche, bambini, donne, anziani ed ancora mucche…tutti cosi competitivi ed agguerriti per salire che sembrava di prendere parte ad una competizione olimpica. Arrivare alla porta dell’autobus ci sembrava quasi utopia…voi vi domanderete perché? Perché i biglietti si facevano sull’autobus!! Sicché, signore e signori dimenticate le buone maniere, ancor più perché dovevamo salire tutti e quattro con tanto di zaini enormi in spalla!! Alla lottaaaaaa!!!! Ho dato mostra del mio miglior colpo alla karate kid e sono riuscita a salire sull’autobus festeggiando con un grido “sapucaiiiiiiiiiiiii” che ha lasciato sorpresi tutti i passeggeri. Dopo un viaggio interminabile, tra anziani che vomitavano ed altri che fumavano, con l’autobus strapieno di persone che viaggiavano in piedi, gente seduta sul tetto, acqua che filtrava dal tetto e dai finestrini, costringendo ad aprire gli ombrelli e gridi provenienti dall’esterno del tipo: chaiiiiii, waterrrrr!!!! Bim, pum e pam!! Arriviamo a Jodhpur praticamente a notte fonda e senza aver prenotato l’hotel. Per fortuna, la guida indicava un hotel economico nei paraggi verso cui ci siamo diretti senza esitazione per riposare e cenare. Il giorno successivo abbiamo fatto una lunga passeggiata fino al forte di Jodhpur, chiamata anche la città azzurra, per via del colore delle case nel suo centro storico. Città con forte presenza musulmana, sovrappopolata, calda e molto sporca. Spero di essere stata sufficientemente chiara. Non ci è piaciuta moltissimo e, siccome Billy era in piena crisi vomito/dissenteria, abbiamo deciso di non camminare troppo, fermandoci a mangiare in una terrazza affinché potesse riposarsi in vista del lungo viaggio pomeridiano in pullman verso Jaisalmer. In questa città abbiamo anche visto molte donne musulmane che viaggiavano in moto completamente coperte da drappi e tessuti, occhiali dal sole e guanti sino al gomito per coprire le mani.
Posted in India on 05/09/2010| Leave a Comment »
Para ver las fotos entrad a esta pagina.
Hola nuevamente a todos amigos y familia! Intentaré relatar mis percepciones de cada ciudad visitada y porque no, vivida frenéticamente, quiero ante todo deciros que ya he regresado a Barcelona y que este modo de hacer catarsis me ayudarà a poner las ideas en orden y los sentimientos en armonìa conmigo misma. Espero les sirva de algùn modo…
PUSHKAR:
Habia quedado en mi anterior relato en Pushkar, ciudad pequena de encantadores habitantes, tiene un lago que hace de la ciudad un lugar sagrado ya que de acuerdo con el Hinduismo es aqui donde se consagra Brahma. Cuando llegamos hemos caido en la trampa de los bramahanes falsos (estan todos apinados en los ghats, que son las escaleras que descienden al lago, y que son excelentes encantadores de turistas), no se como lo hicieron, solo puedo decirles que me encontrè a la orilla del Lago, sentada, con una pulsera roja en la muneca, con un Brahman enfrente recitando una puja (oracion) donde solo entendi: por tu padre, madre, 2 hermanos y una hermana…
Joderrrrrrrrrrrr!!!! El negocio terminò con 500 rupias… El cretino me pidiò por cada familiar… y lo peor es que me preguntò por los amigos … perdonad pero no hice la puja por vosotros!!!!!
De regreso al hotel comimos en un restaurante tibetano, a base de frutas y momo (especie de empanadas herbidas al vapor con verduras o quesos) por cierto delicioso! Y preguntamos en el hotel por los masajes… la mochila pesa muchooo… Contratamos un indio que hacìa masaje ayurvedico, justo lo que necesitaba!! (combinar masaje con hierbas aromàticas caseras y equilibrar mis chakras, como me ensenò la tìa nutella, ya que el Brahman me hizo enojar mucho).
Y creo que èsta parte fuè una de las mas interesantes del viaje: Vino el masajista a mi habitaciòn. Davide estaba un poquillo a la defensiva, ya que habiamos oido que los masajistas abusan un poco-demasiado en el momento pràctico del masaje en sì mismo… Davide queria presenciar el momento culmine pero mi masajista diplomaticamente lo mando al carajo (fuera de la habitaciòn).Despuès de 1 hora reloj de masaje desde mis cabellos hasta mis unas pèdicas, en ese momento de relajaciòn total… el tio me dice que me siente y lo mire.Estuvimos asi 15 minutos… donde me dijo que yo no bebia nada de agua, que tenia los chakras a la miseria y que no me preocupara por el tener cosas materiales.Inexplicablemente quedamos mirandonos e inicie repentinamente con un llanto desgarrador!! La idea que azoto mis pensamientos y me causo ese dolor fue el pensar que no hago lo que deseo la mayoria de las veces… tomar decisiones personales y que estas decisiones sean realmente personales y no basadas en necesidades o cohibiciones de los demas, ser libre de la mochila que cargo… esa con los libros “educacion y cultura”: sè educada, dì gracias, aprovecha la oportunidad, estudia si quieres ser alguien, no seas atropellada, que arrebatada, pensa antes de decir las cosas, se dice por favor… ese monton de cosas aprendidas y ejecutadas del mejor modo posible para ser como los demas quieren que uno sea… Todo eso en unos 15 minutos de llanto liberador y abrazo contenedor de mi amigo indio que repetia Tell me… tell me.
Al otro dia Davide realizo un paseo hasta un monte donde habia un templo con nuestros amigos alemanes y con Pappu (mencion especial a esta persona honrada y humilde con una dignidad y grandeza jamas vista).Pappu trabaja en el hotel y como le toco ser de una casta baja ( la de los campesinos) tiene que trabajar de sol a sol, cargar con las maletas de todos los turistas despiadados, y asear el hotel.Duerme en el ultimo piso del Hotel en un catre. Su familia vive a una media hora de Pushkar. No la ve desde hace 4 meses.
Yo me quede en el hotel a descansar y leer. De pronto de repente sin aviso previo, ni siquiera una nube en el cielo…LLuvia torrencial que en India significa Monzon… Davide no llegaba … me asuste mucho pensando en aluviones y cosas varias… hasta que siento su voz, empapados todos de pies a cabezas… solo para explicar lo vivido poe el estan las fotos que hablan por si solas…
Nos tenemos que ir de Pushkar, ya hace 3 dias que pernotamos aqui en este paraiso de thalis, lassis, chai y de buenos amigos. Decidimos cambiar el destino para seguir con nuestros muy buenos amigos alemanes Billi y Joshua hacia Jodphur… Increible … esto es India …
—
Per vedere le foto utilizzate questa pagina.
Ciao ancora a tutti sia famiglia che amici!!!! Cercherò di esprimere le mie percezioni di ogni città visitata e di qualche modo anche vissuta, voglio anzitutto dirvi che già siamo ritornati a la tranquillità di Barcelona e che questo sarà il modo migliore di fare catarsi e mettere le idee in ordine e i sentimenti in armonia con me stessa. Mi auguro possa essere utile anche a voi per capire …
PUSHKAR:
Col altro racconto mi ero fermata a Pushkar: cittadina piccola d’ incantevoli persone. C’è un lago che fa della città un posto sacro (seccondo l’hinduismo è qui dove si è consacrata Brahma). Appena arrivati siamo caduti nella truffa dei falsi bramini (Sono tutti concentrati nel ghats, loro sono bravi a incantare ai turisti con le parole), non so come ci siano riusciti, soltanto posso dirvi che mi sono trovata sulla riva del laghetto, seduta, con una specie di braccialetto rosso attaccato al polso, e di fronte un Bramino che recitava una puja( preghiera) nella quale solo ho capito: for your father,your mother,your two brothers and only one sister… cazzo!!!!!! La faccenda va finire con Gime che paga 500 rupie… Il furbo mi ha chiesto 100 rp per ogni famigliare…e il peggio c’è stato quando ha tenuto il coraggio di chiedermi per gli amici!!!! Scusate ma non ho fatto puja per voi!!! Saprete perdonarmi??
Al ritorno verso l’ hotel abbiamo mangiato in un ristorante tibetano, buonissimo!! Abbiamo chiesto nel hotel per i massaggi… ragazzi lo zaino pesa troppo! Abbiamo scelto un indiano che faceva massaggi ajuervedico: proprio quello di cui avevo bisogno ( abbiamo abbinato: massaggio con delle erbe aromatiche fatte a casa, equilibrare i nostri chakras, proprio come ci ha insegnato zia Laura… tutto quanto necessitavamo per toglierci quel sapore amaro del bramino truffatore).Credo sia stata questa una delle parti più interessante del viaggio: Il tizio è venuto alla mia stanza. Davide girava intorno alla camera gia che avevamo ascoltato che i massaggisti abusano un po-troppo nel momento pratico del massaggio in se stesso…Davide voleva essere presente in questo momento culmine ma purtroppo non è riuscito ( il tizio diplomaticamente e con stile li ha detto di andarsene fuori delle palle ossia fuori dalla stanza ). Dopo 1 ora di massaggio dai cappelli perfino le unghie dei piedi, in quel attimo dove quasi arrivo al nirvana budista, il tizio mi chiede di sedermi e guardarlo. Cosi senza dirmi piu nulla siamo stati almeno 15 minuti… poi mi ha detto che io non bevevo acqua, che i miei chakra erano in agonia e che non mi preoccupassi per avere delle cose materiali. Non so cosa sia successo …ancora silenzio… e incomincio con un pianto ininterrotto, a singhiozzo !!! L’idea che ha colpito i miei pensieri, e che, credo abbia causato quello strano dolore, e stata la percezione del fatto che quasi mai faccio quello che desidero … il fatto di prendere decisioni personali e che queste decisioni siano veramente personali e non basate sulle necessità altrui oppure essere condizionata dagli altri, essere libera dallo zaino che porto …questo zaino con i libri di “educazione e cultura”: Devi essere educata, devi dire grazie, cogli le opportunità, studia se vuoi arrivare da qualche parte, non essere impulsiva, pensa prima di sentire, pensa prima di parlare, devi dire per piacere… questo munchio di cose imparate ed eseguite nella miglior forma possibile per essere alla fine tutto quanto gli altri vogliono che io sia… tutto questo in 15 minuti di pianto liberatorio e abbraccio contenitore del mio amico indiano che ripeteva Tell me… Gimena … tell me.
Il giorno dopo Davide va a fare una passeggiata fino al tempio che c’è sulla colina con i nostri amici tedeschi e anche Pappu (una menzione speciale a questa persona onorata , umile e ricca di dignità mai vista).Pappu lavora nel hotel e siccome è nato nella casta dei servi e contadini deve lavorare tutto il giorno, caricare le valigie dei turisti ( per questa ragione ha la gobba) e pulire l’hotel. Dorme nel ultimo piano del hotel sulla panchina. La sua famiglia abita a mezzora di Pushkar. No la vede da 4 mesi.
Io sono rimasta in hotel per riposarmi un po’ e leggere. Al improvviso e senza una nuvola premonitrice inizia pioggia torrenziale ossia Monzon… Davide non arrivava… mi sono spaventata pensando in alluvioni e cose varie… fino che ho sentito la loro voce , erano bagnati zuppi …dovete soltanto vedere le foto che parlano da sole…
Ce ne dobbiamo andare da Pushkar , e da 3 giorni che siamo qui in questo paradiso di thalis, lassis, chai e buoni amici. Abbiamo deciso di cambiare destinazione per continuare il percorso con i nostri amici tedeschi Billi e Joshua fino Jodphur… incredibile… questa è l’India.
Posted in India on 25/08/2010| 2 Comments »
Estamos felices y super contentos de haber elegido India. Todavia no tenemos parametros y la verdad es que el primer dia ha sido dificil porque toda nuestra estructura y nuestros valores y prejuicios occidentales contrastaban con esta India ancestral. India es simplemente el lugar donde puedes encontrar un equilibrio a pesar del caos que existe entorno. Estuvimos el primer dia en Delhi y desde ahi no paramos de conocer gente con la cual compartimos rutas recorridos momentos y opiniones para luego cada uno seguir su curso por India. En Delhi compartimos el dia con un chico vasco ( que no me sale escribir su nombre), muy majo y la verdad es que salimos los tres a la calle muy asustados, casi como tres crios pequenos que saben que del otro lado de la puerta esta el cuco y que tiene que atraversarla, es caotica y pobre pobre, parace la entrada al infierno o al menos asi lo pensamos, gente que todo el tiempo esta demandando dinero, cosas, gente mutilada, ninos descalzos, desnudos, vendedores ambulantes, olores nauseabundos que se mezclan con incienzo, curry, rosas,especias, embahucadores, estafadores que quieren solo tu dinero, quisimos huir lo antes posible del infierno de Delhi , ya que creiamos que todavia no es el momento de saldar cuentas con el todopoderoso!!!!
Viajamos en tren ( slipper class) que es la calse mas alta dentro de la clase donde viajan los indigentes, se viaja bien: tienes como especies de tablas acolchonadas donde puedes estirarte y descansar, viajamos en este compartimento que lo compartimos con una pareja espanola-noruega y otra japonesa-coreana, y alli conocimos a los amigos alemanes (Billy y no podria jamaas ecribir el nombre de el) que hoy nos acompanan en Pushkar, despues de 12 hs de viaje juntos. Todo el tiempo pasan vendedores ambulantes gritando chai chai (te, te), se nos acerco un enfermero indio a hablar ( los indios senores son muy curiosos, en el buen sentido) y aprovechamso fotos familiares que habiamos llevado para ensenarles como vivimos nosotros ( nos pregunto porque Emi hace caripelas tan extranas) trancurrimos con el y los demas integrantes del compartimento las primeras horas de nuestro largo viaje, haciendo muchas preguntas e intercambiando percepciones.
En la estacion de Puskar (8 hs de la manana) vinimos directamente al paraiso nuestro hotel… donde nuestros nuevos amigos alemanes se unieron, estamos mucho con ellos , compartimos caminatas eternas, charlas super interesantes con algun indio del lugar , teorias sobre el materialismo, espiritualidad, teismo, induismo, y la tan famosa division de castas india. Es que mi mente recibe tantos estimulos, tanta informacion, que no llego a poder procesarla, y ayer nuestro amigo indio nos ha dicho> India es simple, vosotros occidentales la haceis compleja. Yo soy feliz con lo que tengo hoy( familia, mi cama, mi fe, mi espiritu) vosotros os lamentais del hoy y pensais demasiado en el futuro ( no sois felices en este diapensando en lo que quereis tener manana). Y asi hemos tenido dialogos super raros con gente super rara, de historia mongol, reinados, santones …
Bueno ahora os dejo y les deseo de todo corazon que podais algun dia poder siquiera vivir una experiencia similar…
Desde India GIME
Posted in India on 23/08/2010| 9 Comments »
L’India e’ tutto ed il contrario di tutto. Fatico a trovare le parole per poter esprimere quello che questi primi due giorni ci hanno regalato. E’ tutto cosi immensamense diverso qui, nella societa’, nelle persone, nelle citta’, nell’atmosfera. Quando ieri mattina siamo usciti per strada in pieno giorno ( dopo essere arrivati in albergo di notte 2AM), l’unico pensiero che mi accompagnava mentre camminavamo per uno dei quartieri meno raccomandbili di Delhi, era che mi trovavo in un videogame. Non c’era altra spiegazione. Quello che vedevo non era reale e, soprattutto, la mia testa faticava a credere che tutto fosse realta’ al punto da dover ricorrere all’immaginazione. Era come se mi trovassi in un videogioco. Era come se stessi camminando col mio zaino e di fronte a me proiettassero, su di un telone, le immagini della strada in cui mi trovavo. 2 realta’ che solo apparentemente si sfioravano, perche’ una era virtuale. A trattti, ancora oggi, ho la sensazione di vivere in un film. Devo realmente ammettere che mi e’ difficile accettare, almeno cosi’ rapidamente, e credere che quello che vedo ( la poverta’ e la miseria, la gente che pulisce i pavimenti usando uno straccio con la mano o scopando con una fascina di legna accando a televisori al plasma, la gente che sputa ovunque, le mucche che camminano per strada, i poveri che vivono in capanne fatte di teli sui marciapiedi, il caos totale di Delhi, la moltitudine di Delhi e mille altre cose) sia vero. Sembra un sistema sull’orlo del collasso, apparentemente privo di regole ma dove tutto alla fine funziona.
Ora siamo a Pushkar, dove staremo 3 gg. Abbiamo finalmente fatto una doccia e ci siamo cambiati dopo 3 gg e l’umidita’ di Delhi che, anch’essa come tutto il resto, rasenta l’incredibile! Ora Gime si sta bevendo un the ( chai) mentre legge un libro su un dondolo, nel fantastico albergo che ci siamo scelti. Qui, luinica moneta di scambio perche’ gli inservienti facciano qualcosa, e’ il sorriso, te lo chiedono esplicitamente! In soli 2 gg abbiamo conosciuto e viaggiato con almeno 8 persone differenti, una coppia tedesca Joshua e Billy, uno spagnolo Josi, una giapponese ed una coreana, due israeliani ed un giovane indiano ha viaggiato con noi in treno e che si e’ presentato dicendoci che come indiano, aveva il dovere di farci compagnia e darci il benvenuto nella sua terra e che noi eravamo suoi ospiti. Ci sarebbero ancora mille cose da raccontare ma lascio parlare le foto!
Namaste!
Namaste a todos!
Al final hemos llegado a Pushkar en un fantastico hotel colonial donde hemos podido ducharnos y cambiarnos despues de 2 dias i medio de viaje. Amanecer en Delhi no ha sido nada facil. Es que todo es tan diferente, que nuestros parametros occidentales no nos permiten, de una, entender esta realidad. Todavia tengo la sensacion de estar viviendo en un video juego o en una peli, en general en una realidad que no es ficcion. Creo que a mi cabeza le cueste todavia asumir que pueda existir una realidad tan diferente a la nuestra, tan detenida en el tiempo, tan extrema en sus manifestacciones, tan arraigada a sus traicciones ancestrales que hacen que el hombre segua actuando de forma ancestral ( tipo lavar el piso con un trapo en cuclilla y usando la mano!). Hay tanto por escribir. Ahora la Flaquita esta’ tirada en una amaca leyendose un libro y tomandose un chai, un the con leche caliente y muy dulce, disfrutando de este lugar tan amable y encantador, donde los encargados del hotel en cambio de cualquier pregunta y ayuda de exigen una sonrisa como forma de pago!!
Que disfruten las fotos.
Namaste!

Posted in India on 23/08/2010| 1 Comment »