Para ver las fotos entrad a esta/Per vedere le foto utilizzate questa pagina.
LLegamos a Jaissalmer por la noche donde Davide coloco su CD de CHELOOOOOOOO CHELOOO !!!!(dejenme en paz) a los indios que te esperan en las estaciones para ofrecerte todo tipo de cosas, desde excursiones hasta comida. Nos dirigimos a un hostel que no estaba nada mal y Davide feliz y sin entender el porque escogio la habitacion con dos ventiladores de techo!! Estabamos exhaustos y famelicos asi es que fuimos a cenar a una terraza donde se comio extraordinariamente bien y se aprecio el panorama al fuerte. Y acto seguido fue ir a descansar.
A las 8 de la manana nos levantamos y fuimos a esplorar la nueva ciudad. Jaissalmer es una ciudad tipica del desierto, con sus casitas doradas, de varios pisos, donde la gente vive en las plantas inferiores para hacer mas llevadero el calor, mantiene cierto orden y es mucho mas limpia que las anteriores ciudades visitadas.Visitamos havelis y recorrimos la ciudad, compramos regalos, y tipo 12hs ingresamos en el restaurante-bar indiano dirigido por Aku, al cual le cogimos un gran carino, es que el calor del desierto es insoportable, azotaba el cuerpo y obnubilaba la mente, nos quedamos hasta las 17 hs ahi dentro, hidratandonos y disfrutando de la compania de turistas que, como nosotros cuatro, huia del calor agobiante . Regresamos al hostel y Davide empezo a enteder porque habian 2 ventiladores de techo: Es que nuestra habitacion se encontraba en la azotea… el horno estaba a mas de 200 grados!! Y como vosotros sabreis en el desierto suceden cortes de electricidad y agua… Davide esta noche no durmio… es que el calor acumulado en la habitacion era superior al esfuerzo de los 2 ventiladorcitos que se agitaban el el techo de vez en cuando (cuando habia electricidad). En Jaissalmer funcionamos asi al 5% . Encontramos una compania que realizaba excursiones al desierto y nos embarcamos en ella al dia siguiente(como todos sabemos en el desierto por la noche hace friioooo, y eso nos venia genial). A las 15 hs estabamos los 4, en un jeep que nos trasladaba a las profundidades del desierto del Thar ( limite natural entre el Nordoeste de India y Pakistan). Nos bebimos en una choza un chai (colgamos las fotos de las condiciones en las cuales se preparaba esta preciada bebida) y de improviso, como un espejismo, aparecieron ellos… tan exultantes y soberbios, tan elegantes con esas patas estilizadas , indiferentes a nuestras miradas curiosas. Los camellos!!!
La compania estaba formada por nosotros 4, una pareja suizo-inglesa, y 2 indios que serian nuestras guias en el desierto. Partimos rumbo a las dunas en camello, que al inicio fue una experiencia unica, a las 2 horas seguia siendo una experiencia unica, no obstante padeciera hormigueo bilateral en ambas extremidades inferiores, todo ello consecuencia de la gran circunferencia del camello y mi poco, comprensibile entrenamiento. Encremados de pies a cabezas y cubiertos del mismo modo disfrutamos el paseo en camello llegando al atardecer a las dunas… Es maravilloso ver la conjuncion de dunas, sol, silencio, cielo y tierra… momento que no olvidare jamas y perdurara dentro de mis gratos momentos de armonia y felicidad!!! Cenamos thalis, cantamos y bailamos durante la noche, preparamos nuestros sacos de dormir,y a dormir… Desmiento un mito, en el desierto hace calor de noche, calor y humedad (que la note cuando se me pegaba la arena sobre mi sudor y protector solar), es razonable no? Es verano y en verano hace CALORRR.
Vimos el amanecer, desayunamos y regresamos ( para consuelo de mi hemicuerpo inferior a camello). Bueno, ya en Jaissalmer terminamos de realizar compras varias , esto lleva tiempo 4 horas de negociacion, con roles predeterminados, etc…etc , etc y por la noche partimos , esta vez dejando atras a nuestros grandes amigos alemanes hacia Udaipur.
——
Siamo arrivati a Jaisalmer di notte, ovviamente senza aver prenotato l’hotel. Davide appena sceso dal pullman, ha azionato il suo CD di CHELOOO CHELOOO ( lasciatemi in pace) per rivolgersi ai numerosissimi indiani che attendono come avvoltoi l’arrivo dei pullman e treni da cui scenderanno i turisti per offrirgli, contemporaneamente ed in stereo, hotel, stanze, cene, ristoranti, escursioni….Ci siamo diretti ad un hostel che non era male e Davide felice e senza capire perché ha scelto la stanza con due ventilatori dal tetto. Eravamo stanchi morti ( dopo 5 ore di viaggio per fare 300 km) ed affamati, sicché siamo andati a mangiare in un ristorante dove abbiamo mangiato da dio e con una terrazza da cui abbiamo potuto apprezzare la vista del forte. Immediatamente dopo, tutti a nanna!
Alle 8 del mattino ci siamo alzati per esplorare la nuova città. Jaisalmer è una tipica città del deserto, con le sue case dorate, di pochi piani, dove la gente vive in quelli inferiori per poter sopportare maggiormente il calore, mantiene un certo ordine ed è molto più pulita che le città precedentemente visitate. Visitiamo le haveli e passeggiamo per le stradine della città, compriamo regali ( negoziando con i venditori) e verso le 12 entriamo nel bar-ristorante-guesthouse indiano gestito da Aku, a cui ci affezioneremo. Il fatto è che il calore del deserto è insopportabile fiacca il corpo e offusca la mente. Vi rimarremo fino 17, idratandoci e godendo della compagnia di altri turisti che, come noi 4, fuggiva dal calore ustionante!Di ritorno all’hotel iniziamo a comprendere il perché dei due ventilatori in stanza: la stanza si trovava immediatamente sotto il terrazzo ed il “forno” si trovava, più o meno, a 200°C. Dovete sapere che nel deserto ci sono interruzioni di corrente e di somministrazione dell’acqua…..Davide quella notte non ha praticamente dormito…il calore accumulato dal terrazzo durante il giorno era ben superiore allo sforzo fatto dai due ventilatori che ogni tanto ( quando c’era corrente) si agitavano. A Jaisalmer abbiamo funzionato si e no al 5%! Abbiamo trovato una agenzia che realizzava escursioni nel deserto e ci siamo imbarcati senza esitazione il giorno successivo ( anche perché nel deserto di notte fa freddo…e ciò era perfetto). Alle 15, tutti e 4 eravamo in una jeep che ci trasportava nelle profondità del deserto dei Tartari ( limite naturale tra Pakistan, a 40 km, ed India). In una capanna abbiamo bevuto chai ( potete vedere le foto della preparazione) e all’improvviso, come una allucinazione, sono apparsi loro…esultanti e presuntuosi, eleganti con le loro gambe stilizzate, indifferenti ai nostri sguardi curiosi…i Cammelli!!! La compagnia era formata da noi 4, una coppia svizzero-tedesca di fighetti e due giovani indiani che erano le nostgre guide. Siamo subiitoi partiti in direzione delle dune: all’inizio l’esperienza è stata unica, dopo 2 ore continuava ad essere unica, seppur iniziassi a sentire le gambe addormentate e la schiena dolente, conseguenza della gran circonferenza del cammello e del mio scarso allenamento. Colmi di crema solare dalla testa ai piedi e riparati da cappelli e sciarpe ci siamo goduti la passeggiata a cammello, arrivando alle dune giusto in tempo per il tramonto…era meraviglioso vedere l’unione di dune, sole, silenzio, cielo e terra…un momento che non potrò mai dimenticare e che conserverò insieme agli altri momenti di armonia e felicità!!!! Abbiamo cenato a base di thalis, cantando e ballando durante tutta la notte, per poi preparare il nostro letto fatto di tele e coperte pesanti, lasciandoci infine coccolare dalle stelle e dalla luna calante. Smentisco il mito sulla notte nel deserto, fa caldo ed è umido (me ne sono accorta perché la sabbia si appiccicava sulla mia pelle sudata e piena di crema solare)…in fin dei conti ci sta, è estate e d’estate fa CALDOOO!!! Abbiamo visto l’alba, abbiamo fatto colazione e siam tornati ( per la felicità della parte inferiore del mio corpo) a cammello. Una volta ritornati a Jaisalmer, dopo una congrua doccia, abbiamo fatto ulteriori acquisti ( la qual cosa richiede il suo tempo, 4 ore di negoziazione, con ruoli predeterminati tipo il buono, il cattivo, il mediatore ecc…) e la notte siamo ripartiti per Udaipur, questa volta, però, lasciandoci alle spalle i nostri amici tedeschi.


